
Compostella
Stefania Beretta, Cristina
Nuñez
Stefania Beretta fotografa indipendente, vive
e lavora a Giubiasco. Specializzata in fotografia di architettura e
di oggetti d’arte, conduce in parallelo una sua ricerca personale.
Nel 1994, soggiorna sei mesi alla Cité Internationale des Arts
a Parigi. Da quell’esperienza, nasce la pubblicazione del 1997
di Paris noir, per le edizioni della rivista Pagine d’arte,
Lugano-Milano. Nel 1995 riceve il premio per la fotografia STBA Svizzera
per il suo lavoro d’autore. Nel 1998, è inviata dal Centro
culturale Europos Parkas di Vilnius, Lituania. Nello stesso anno riceve
la borsa di studio federale della Fondazione Gleyre (Svizzera). Dal
1980, effettua frequenti viaggi in Europa, Asia e America; Città
d’Europa, ed. CGA&P, Lugano,1998, testimonia questo suo
modo di essere. Nel 2000, pubblica Rooms, ed. trans photographic
press, Parigi e nel 2002 esce il libro Trop. http://www.stefaniaberetta.ch.
Cristina Nuñez nasce a Figueras (Spagna) nel 1962. Dal 1986 a
Milano, nel 1994 inizia a fotografare e vince il Premio della Fondazione
Marangoni di Firenze con il progetto Body & Soul di ritratti
e nudi. Nel 1995, realizza il progetto All’inferno e ritorno
sui sopravvissuti allo sterminio nazista. Nel 1996, vince il Premio
Mosaique con il progetto Cielo in terra, un viaggio attraverso
la spiritualità europea. Nel 1999, realizza il progetto Io
sono, sulla liberazione dalla droga. Nel 2002, collabora nei progetti
Quotidiano al femminile, ed. Peliti e Tales from a globalized
world, Thames & Hudson, che sarà esposto a Ginevra nel
dicembre 2003. Nel 2002 ha aperto la Somos, un’agenzia che intende
promuovere il lavoro di giovani fotografi. http://www.somos.it.
| Stefania
realizza un diario di viaggio. 31 giorni a piedi, Nikon F con uno
zoom 35-105. Prende appunti – scritti, disegni, collage –
su un quadernetto e soprattutto scatta fotografie. Noi ora vediamo
il risultato, ma quali immagini sono rimaste in lei? Lungo, intenso
e illuminante cammino. |
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Cristina
viaggia.Vuole capire le tre grandi religioni monoteiste nel mondo.
Lo fa fotografando. Cinque giorni in macchina, ma scende sulla terra
con i piedi per riprendere con una Rolleiflex 2.8 Planard e una
Panoramica 35 mm Widelux con obbiettivo rotante 180°. Breve,
intenso e illuminante cammino. |
Cosa ci porta a scelte così diverse?
Un’ultima domanda: il camminare si fotografa in b/n o a colori?
Vernice venerdì 3 ottobre Bellinzona,
Biblioteca cantonale, ore 18.
La mostre rimarranno aperte fino a giovedì 30 ottobre 2003.
Orari d’apertura della biblioteca: lunedì 17–21,
martedì- venerdì 10–19, sabato 9–13