1. Noi siamo le auto
Domanda: che effetti hanno le auto sull'ambiente e sulla salute della popolazione?
Potremmo riassumere le due parti della domanda (effetti sull'ambiente ed effetti sulla salute) in una sola:
quali gli effetti generiamo noi che siamo le auto sull'aria che respiriamo?
In Ticino il monitoraggio di questa realtà - ricco di un'esperienza lunga 30 anni precisi - ci mette
annualmente a disposizione un rapporto dal quale possiamo ricavare alcuni importanti informazioni.
Chi volesse avere una visione meno ristretta di quella permessa da questo nostro "specchietto",
può consultare l'integrale rapporto 2007 all'indirizzo http://www.ti.ch/dt/DA/SPAA/UffPA/Temi/divulg/analisi_aria/RQAria2007.pdf.  
La rete cantonale di rilevamento gestita dall'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana (OASI) si appoggia
a decine di punti di osservazione distribuiti su tutto il territorio cantonale, attraverso i quali rileva
dati sul traffico (tipo di veicolo, velocità e peso), sulla meteorologia e sulle emissioni e immissioni foniche ed atmosferiche.
L'autostrada, sulla quale scorre una delle principali componenti del traffico del cantone, 
viene monitorata attraverso le stazioni di Moleno e Camignolo.
Graf. 4.1
Traffico giornaliero medio sulla A2 a Camignolo e Moleno, nel 2007, per tipo di traffico e giorno della settimana
                   
 
                 
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
                   
Una prima indicazione quantitativa globale: mediamente, ogni giorno, sull'autostrada a Camignolo sono passati
48'380 veicoli (il 93% leggeri), a Moleno 27'756 (il 90% leggeri). Se avesse un senso fare la media dei due punti di osservazione,
diremmo che vi sono transitati quotidianamente 38'068 veicoli (il 92% dei quali leggeri). 
La diversa importanza e composizione del traffico autostradale che corre a fianco delle 2 località
le caratterizza una (Camignolo) come maggiormente interessata dai flussi interni (il traffico leggero è grosso modo del doppio), 
l'altro (Moleno) segnato principalmente dal transito (si noti che il numero di veicoli pesanti è simile nei due punti di passaggio).
L'andamento sull'arco della settimana (particolarità dei 2 comuni a parte) mostra il comportamento opposto dei giorni finali:
la crescita del traffico leggero, il calo di quello pesante.
Il traffico stradale (anche in questo caso non è sempre possibile individuare unicamente il ruolo giocato dalle auto) 
produce diversi inquinanti: ammoniaca (NH3), biossido di zolfo (NO2), composti organici volatili (COV), 
monossido di carbonio (CO) e polveri sottili (PM). Nell'aria, NO2 e COV, combinandosi formano ozono (O3).
Ammoniaca esclusa, tutti questi inquinanti hanno effetti diretti sulla salute dell'uomo. 
Effetti indiretti hanno invece l'ammoniaca (produce acidificazione e eutrofizzazione di acque sotterranee, laghi e fiumi,
ecosistemna terrestre, bosco e sottosuolo) e l'ozono (incide negativamente sulla crescita di ecosistema terrestre, 
bosco e sottosuolo e colture agricole).
Nel percorso tra la quantificazione del traffico e la misura dei suoi effetti ambientali-sanitari entrano in linea di conto elementi quali:
la misura delle emissioni dei diversi attori (limitiamoci anche solo ai 2 richiamati nel grafico: veicoli leggeri e veicoli pesanti),
la misura delle immissioni (il "materiale" nocivo presente nell'aria che respiriamo, frutto della combinazione chimico-fisica 
tra le materie emesse e l'aria che le ha ricevute), la misura della popolazione esposta (misura composita di numero di individui e 
caratteristiche fisiche degli indivdui stessi: bambini, adulti, anziani).
E una misura non è ancora un giudizio: una temperatura corporea di 38o diventa una diagnosi di febbre solo perché esiste
un termine di paragone per una temperatura normale. Nel campo dell'inquinamento dell'aria, le soglie sono il risultato
di decisioni prese nell'ambito delle istituzioni. Nel caso del nostro Paese, il riferimento principale è l'Ordinanza federale
contro l'inquinamento atmosferico (OIAt), in vigore dal 1o gennaio 1986, Ordinanza che assegna ai Cantoni compiti di sorveglianza.
Non svilupperemo qui tutti questi passaggi, ma passeremo per direttissima alle conclusioni:
il Rapporto 2007 sulla qualità dell'aria ci offre una visione di sintesi del grado di "febbre" misurata 
nelle 3 zone nelle quali è stato suddiviso il nostro territorio: urbane, suburbane, rurali.
Anche qui, l'incidenza del "fattore auto" è fusa con quelle degli altri fattori (gli altri attori del traffico stradale, il consumo energetico,  
l'agrcoltura e l'industria). Un'utile messa a fuoco: in Ticino il traffico stradale è responsabile di circa il 75-80%
delle emissioni di biossido di azoto.
Tab. 4.2
Grado di rispetto delle soglie dell'OIAt, in Ticino, nel 2007, per zona e inquinante  
               
      Zona urbana Zona suburbana Zona rurale    
               
Diossido d’azoto (NO2)
   
Ozono (O3)  
   
Polveri sottili (PM10)  
   
Diossido di zolfo (SO2)
   
Monossido di carbonio (CO)
   
               
               
         Valore limite OIAt rispettato
             
          Immissioni prossime al valore limite OIAt
             
          Immissioni eccessive e superiori al valore limite OIAt
             
La tabella mostra come, per ozono e polveri sottili, non vi sia stata nel 2007 
una zona territoriale del cantone che sia rientrata nei limiti fissati dall'Ordinanza federale;
tutte in regola invece le tre aree se si considerano diossido di zolfo e monossido di carbonio;
infine, andando dal rurale all'urbano, ci si allontana  dal rispetto dei limiti di legge se si misura la presenza del diossido di azoto.
Un'ultima precisazione: questa qualità dell'aria, ancora insufficiente, segna l'ultima tappa
di un'evoluzione che negli ultimi 15 anni ha visto (comunque) un miglioramento dei parametri misurati.